Secondo una ricerca di ThoughtLab, le città che mettono le persone e il valore pubblico al centro delle loro strategie di intelligenza artificiale ottengono risultati finanziari migliori. Dallo studio è emerso che le città classificate come leader nell’IA hanno registrato un ritorno medio sull’investimento del 96%, rispetto al 42% delle altre città. Hanno inoltre recuperato l’investimento in una media di 39 mesi, contro i 49 mesi delle città comparabili.

Il rapporto, Building a People-First, AI-Powered City, si basa sulle risposte di 525 alti funzionari di 215 città, sull’esame di 363 piani municipali per l’IA e su interviste con esponenti del governo, delle imprese e del mondo accademico. La valutazione comparativa ha individuato 37 città leader nell’IA, tra cui Amsterdam, Barcellona, Dublino, Austin, Montréal e Seattle.

Lou Celi, CEO di ThoughtLab, ha dichiarato che le città con i risultati migliori hanno adottato fin dall’inizio un approccio antropocentrico, definendo obiettivi incentrati sul valore pubblico prima di stabilire la governance, i dati, la tecnologia e le partnership necessari per raggiungerli. Lo studio ha valutato le città in aree quali governance, cybersicurezza, preparazione dei dati, sviluppo della forza lavoro e partnership.

L’accettazione da parte del pubblico rimane un ostacolo significativo. La ricerca ha rilevato che il 69% delle città considera la fiducia e l’accettazione ostacoli importanti all’adozione dell’IA, mentre il 78% cita preoccupazioni riguardo alla sorveglianza e alla privacy. In risposta, alcuni comuni hanno introdotto misure di salvaguardia. Seattle richiede che i risultati dell’IA generativa siano sottoposti a revisione umana prima dell’uso ufficiale e vieta il social scoring. Amsterdam e Helsinki pubblicano registri degli algoritmi utilizzati dalle rispettive amministrazioni.

Il rapporto segnala anche miglioramenti operativi, tra cui una riduzione del 24% dei costi dei materiali per la manutenzione degli autobus, riportata dalla Metropolitan Transportation Authority di New York dopo l’adozione della manutenzione predittiva basata sull’IA.

Tuttavia, molte città incontrano difficoltà nell’ampliare i propri programmi di IA. Circa l’84% ha riferito di essere preoccupato per i costi imprevisti o a lungo termine, l’82% ha citato la carenza di competenze e talenti nell’ambito dell’IA e l’80% ha dichiarato di avere difficoltà a giustificare i rendimenti agli stakeholder. Celi ha indicato i finanziamenti, la preparazione della forza lavoro e i dati come ostacoli principali, avvertendo al contempo che alcuni posti di lavoro potrebbero diventare obsoleti in assenza di un’adeguata riqualificazione.

La ricerca sarà presentata al Smart City Expo World Congress di Barcellona, insieme a una guida gratuita sull’IA e a uno strumento di valutazione comparativa che consentiranno ai comuni di misurare il proprio livello di maturità nell’IA.

Fonti: Cities Today.