Mentre i governi locali continuano a fare i conti con la crisi in corso dell'accessibilità abitativa, si prevede che gli aggiornamenti recenti alle normative federali sulle case prefabbricate rendano più accessibili opzioni abitative a basso costo. Il Dipartimento degli Affari Abitativi e dello Sviluppo Urbano degli Stati Uniti (HUD) ha avviato all'inizio di questo mese un processo per aggiornare gli standard normativi e di efficienza, una mossa guidata dal 21st Century ROAD to Housing Act. Questa legislazione elimina un requisito di lunga data secondo cui le case prefabbricate devono includere un telaio permanente.

John Lindley, presidente e amministratore delegato della Michigan Manufactured Housing Association, ha descritto le recenti proposte del HUD come uno sviluppo indiscutibilmente positivo in un'intervista con Smart Cities Dive. Tuttavia, ha notato che rimane molto lavoro da fare riguardo alla creazione di regole e all'ingegneria per implementare pienamente il piano. Lindley ha sottolineato che l'innovazione abilitata dalla costruzione senza telaio trasformerà probabilmente in modo sostanziale il settore, portando opzioni abitative più accessibili in tutto il paese.

Arica Young, direttrice dell'accesso abitativo e dell'accessibilità economica presso il Lincoln Institute of Land Policy, ha sostenuto che richiedere un telaio non ha più senso dato che meno del 10% delle case prefabbricate viene mai spostato. Ha evidenziato che l'eliminazione di questo requisito necessita di cambiamenti nel codice edilizio effettivo per le abitazioni prefabbricate. I sostenitori suggeriscono che questo cambiamento potrebbe portare a importanti risparmi sui costi, sebbene Young abbia notato che l'esatta entità rimane incerta, con stime che variano da 500 a 5.000 dollari per unità. Inoltre, è incerto se questi risparmi verranno trasmessi direttamente ai proprietari di casa o trattenuti dai produttori.

Uno degli aspetti più impattanti del piano del HUD è la creazione di un codice edilizio basato sulle prestazioni per le abitazioni prefabbricate multilocali, che Young ha definito un cambiamento radicale per diversificare le topologie abitative. Nonostante i potenziali benefici, persistono domande riguardanti l'implementazione, la costruzione e il design. Young ha sottolineato che permane confusione riguardo alle fondazioni più appropriate per queste strutture, chiedendo maggiore chiarezza sugli standard delle fondazioni basati sulle prestazioni.

Sia Lindley che Young sono d'accordo sul fatto che gli aggiornamenti normativi non sollevano problemi di sicurezza. Lindley ha dichiarato che il HUD e il Manufactured Housing Consensus Committee lavorano a stretto contatto con il settore per garantire una costruzione sicura e di qualità in conformità con codici rigorosi. Tuttavia, le città e gli stati affrontano sfide significative nella preparazione delle infrastrutture, inclusa la gestione dell'accesso alle utenze idriche e dei problemi della rete elettrica. Young ha avvertito che una volta posizionate queste case, il dispiegamento avviene rapidamente, richiedendo ai comuni di essere agili e comprendere i processi unici delle abitazioni costruite in fabbrica rispetto alla costruzione in loco.

Inoltre, gli stati devono affrontare i meccanismi di finanziamento per garantire l'accessibilità per gli individui e risolvere le questioni relative al titolo, distinguendo specificamente tra beni personali e immobili. Alla fine, entrambi gli esperti vedono questi cambiamenti come un'opportunità critica per aumentare l'offerta abitativa. Lindley ha concluso che l'accessibilità abitativa è in gran parte un problema legato all'offerta e che questa riforma rimuove le barriere all'uso di case prefabbricate di qualità, a basso costo ed energeticamente efficienti.

Fonti: Smart Cities Dive.